Dialogo

 

 

di un dizionario esaustivo

 

 

e di una donna esausta

 

 

 

 

di Aglaja

 

Una donna dallo sguardo velato e dai gesti stanchi, dopo un cammino a ritroso, fatto fingendo di guardare avanti, si scopre in un'antica stanza della sua giovinezza, o meglio, in un corridoio dal pavimento nero e lucido, dove si affacciano le ante scorrevoli di un armadio a muro. La donna, come avesse ancora la statura di una bambina, alza il capo piegando leggermente il collo, osservando il disegno sottile di un intarsio d’ebano, che segue il profilo dell’anta di legno chiaro.

Le dita paiono accennare all’impulso di seguirne il percorso senza soluzione, ma poi si rinserrano sull’anello di metallo che separa gli sportelli appena sovrapposti, facendone scorrere uno sul suo binario, che si inceppa appena nel suo ormai desueto percorso. L’anta scompare, inghiottita dal muro con la tappezzeria scolorita, e una scaffalatura zeppa di libri, accatastati senza razionale disposizione, si offre allo sguardo – che si rammenta goloso – della donna.

Ella cerca istintivamente uno sgabello amico, poi si rende conto di non averne più bisogno e tende un braccio – ah, con che fatica! – al ripiano più alto: sa, tastando, dove cercare.

Ed ecco che il tesoro colma il suo palmo e, con un ulteriore sforzo, riesce ad estrarre un tomo pesante dalla pila di volumi che lo tratteneva.

DIZIONARIO (spazientito, ma non sorpreso): Finalmente!

DONNA (quieta): Sì.

DI (sicuro): Hai ancora bisogno di me.

DO (smarrita): Non ho mai smesso di averne. Solo non lo ricordavo.

DI (con amarezza): Non mi ha più sfogliato nessuno, da anni.

DO (con vergogna): E’ capitato anche a me.

DI (sarcastico): Mi sorprendi! Ti appropri di uno specifico campo semantico traslandolo in una banale metafora. Il tuo linguaggio figurato, un tempo, era meno scontato.

DO (umile): Forse. Forse è per questo che sono qui. (si interrompe. Sospira. Riprende scivolando nel melò) Cercavo parole che non ho più trovato, significati che ho dimenticato.

DI (tronfio): Ah, allora ti rivolgi al meglio, come sai: posso offrirti la più completa ricognizione del patrimonio lessicale della lingua italiana. Nel mio lemmario troverai la più esaustiva, analitica, minuziosa dissezione delle parole e del loro significato.

DO (ansiosa): Ho bisogno di sapere..

DI (premuroso): L’area di un lemma?

DO (esitante): No, piuttosto..

DI (propositivo): L’area semantica!

DO (irresoluta): Forse.. non solo..

DI (costruttivo): L’etimologia, la datazione..

DO (dubbiosa): Ecco, però..

DI (espositivo): Sillabazione. Pronuncia.

DO (insoddisfatta): No, non è questo..

DI (perplesso): Accezioni? Locuzioni?

DO (incerta ): No, non direi..:

DI (incalzante): Morfologia? Ortografia?

DO (seccata): Non ne ho bisogno!

DI (infervorato): Sinonimi! Sottolemmi!

DO (spazientita): Aspetta un attimo..

DI (esasperato): Citazioni! Esempi! (i fogli si girano vorticosamente)

DO (grida): Mi vuoi ascoltare?

DI: (tace. Se avesse un sopracciglio lo inarcherebbe. In mancanza, piega l’angolo di una pagina)

DO (calma): E’molto più semplice. Voglio da te la definizione di “vita”.

DI (sprezzante): Mi consulti dopo tanti anni e chiedi la definizione di “vita”. Non di “ritrometrico”. Non di “loppone”. Non di “gavocciolo” e nemmeno di “Crossopterigi” o di “aglaonema”. “Vita”, mi chiedi, la definizione di “vita”. Pfui.

DO (paziente): Per favore. Solo la definizione. Niente esempi o citazioni.

DI (pedissequamente):

vìta: vì-ta
s. f.

-stato naturale di attività degli esseri organici, vegetali, animali, in quanto nascono, si sviluppano, si conservano e si riproducono in altri organismi simili

-durata, spazio di tempo compreso dalla nascita alla morte
-modo del vivere umano
-vivacità, energia
-animazione, fervore di attività

-capacità vitale
-durata di un fenomeno
-persona, essere umano
-quanto costituisce la causa per cui qualcuno o qualcosa vive
-biografia, narrazione delle vicende, degli affetti, ecc. che si riferiscono ad un uomo
-in anatomia, tutta la parte del corpo umano sopra ai fianchi fino alle spalle; est. parte del vestito sopra i fianchi.

(tace. Riprende lievemente annoiato): Ti basta?

Nessuna risposta.

La donna esausta si è dissolta all’istante, non rientrando in nessuna delle definizioni


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