Women at work

 

 

 

La signora del coaching:

 

la motivatrice motivata

 

 

Cita Masso incontra Aglaja Quattrosaltinpalestra

 

La Dott.ssa Quattrosaltinpalestra, negli ultimi tempi è diventata molto nota in Italia nell'ambito del fenomeno "Personal Coaching": tutte le più importanti testate giornalistiche internazionali la intervistano, L'Eco della Val Brembana addirittura la inserisce fra le Donne Manager più rappresentative nel condominio Villa Amarena.
Stirando con espressione determinata le venticinque rughe che circondano le labbra sottili, Aglaja spiega la sua figura professionale: " Il coaching è una professione relativamente recente e ha dimostrato di essere la metodologia più efficace per sviluppare il potenziale delle persone. In uno studio del
M.E.N.G.A. (Manager Essenzialmente Nevrotici ma Grandemente Ambiziosi) , si dimostra che se la formazione migliora la produttività mediamente del 22%, con il coaching raggiunge l'88%" (senza entrambi, i cavoli acidi toccano il 100% ). Un coach aiuta le persone a trasformare se stesse e a riformulare il loro modo di essere, di pensare e di agire. Il coach sfida e supporta il cliente a raggiungere elevati livelli di Oréalperformance e, allo stesso tempo,a far emergere il meglio di sé. Le basti l'esempio della mia ultima creatura, Ballisto Manzi: da piccolo imprenditore a multinazionalcreativo. Da chi pensa abbia appreso l'arte della distrazione con cui ha connotato la sua creatura, la Tarmacrack?" La dott.ssa Quattrosaltinpalestra si mostra compiaciuta dei risultati raggiunti, aggiusta il corto completino di Antani (creazioni Supercazzola) e continua: "Il rapporto di coaching si sviluppa attraverso una serie di conversazioni a scadenze prestabilite, come cambiali, in cui il coach aiuta il cliente a definire obiettivi più focalizzati (i miliardi da incamerare), esplorare nuove opportunità (di accumulazione) e superare eventuali barriere (fiscali), per creare un piano (pericolosamente inclinato) su cui il cliente si impegna a lavorare".
Ma a un donnino come lei, così strizzata in guepière extra large, come è nata l'idea di creare una attività imprenditoriale come "Survivals Coach Corporation"?
"L'idea è nata spontaneamente: volevo realizzare una struttura che si occupasse esclusivamente di coaching e che fosse in grado di fornire servizi particolari (non pensi male: non così particolari..) sia a singoli individui (tra i miei clienti annovero motivatissimi operai metalmeccanici, arditi panettieri, baldanzosi operatori ecologici), sia a grandi organizzazioni (basti un nome per tutte: Rumente Riunite S.p.A). Ho sviluppato collaborazioni con altri coach in Italia e all'estero creando così un network di professionisti con diversi background e backgammon (occorre pur ingannare il tempo, oltre che i risparmiatori!) e "specialità" (la più richiesta è la cozza farcita al vibrione) per servire al meglio i clienti. Alleniamo la nostra utenza a reggere i colpi della sorte e della Questura, a tenere alta la guardia (di finanza) e lesto il passo (verso l'uscita di sicurezza)".
Aglaja titilla l'importante doppio mento, mentre rammenta sognante il suo iter formativo e professionale.."Dopo l'MBA (la prestigiosa "Millantare Balle Allucinanti") negli Stati Uniti ho trascorso 20 anni in azienda di cui 10 come imprenditrice e 10 come manager di aziende multinazionali come Panini&Mortadelle e Ciccia.Inc. In quest'ultima azienda sono stata responsabile dello start up e del push up italiano (ha notato, infatti, il mio sontuoso decolleté?) e successivamente direttore marketing europeo a Tre Case di Sotto. Quando ho deciso di dedicarmi totalmente al coaching, ho effettuato un training specifico della durata di oltre un anno nella più prestigiosa scuola internazionale certificata: la Rocky Stallion Coach. Successivamente ho superato l'esame per la certificazione come Assoreta Certified Coach della International Mammete Coach Federation. Naturalmente non mi fermerò qui. E' fondamentale essere su un percorso formativo continuo: una monorotaia del successo, una rotta (in..) verso l'affermazione totale!!".
La dott.ssa Quattrosaltinpalestra, girando vorticosamente sulla sua poltroncina di pelle nera, aggiunge: " Generalmente il cliente arriva alla sessione con un obiettivo. Il lavoro del coach è di ascoltare il cliente completamente, non solo quello che dice, ma, soprattutto, quello che non dice (che è la parte più intrigante, specie quando valutiamo la verità della fisiognomica..), di comprendere l'intero contesto del cliente (non ultimo il suo conto bancario), di aiutarlo a scoprire una serie di possibilità o opzioni e ad eliminare eventuali barriere interne o esterne al raggiungimento dell'obiettivo: un'impresa di costruzioni e demolizioni ad un tempo, non so se rendo l'idea.." (ride, mostrando una serie impressionante di dentini appuntiti). "Il coach, generalmente, parla meno del 25% del tempo e non dà soluzioni o consigli: il suo compito è quello di fare domande che evochino scoperta (conti scoperti..), consapevolezza (della situazione finanziaria) e spingano il cliente avanti (verso il baratro). Durante la sessione, il coach aiuta il cliente ad essere consapevole dei propri talenti (al limite, se proprio gli affari dovessero andar male, può sempre riciclarsi nel mondo dello spettacolo o darsi alla saponificazione) e del proprio potenziale, e fa emergere eventuali convinzioni ("sono un inetto") o pregiudizi ("sono proprio un inetto!") che possono limitare la sua efficacia".
Un'ultima curiosità dev'essere soddisfatta: la Dott.ssa Quattrosaltinpalestra, per quanto spesso se ne dubiti, è una donna. Ciò le ha causato qualche difficoltà a livello professionale? (Aglaja si mostra compiaciuta della domanda. Sbatte le ciglia, gliene cadono una decina, guarda da sott'in su, le si stacca una lente a contatto, sospira e un rantolo le sfugge dalla gola) "Grazie per avermi definito donna: spesso, in questo mondo arido e bruto, il mio lato femminile viene incomprensibilmente dimenticato. Eppure, ciò potrebbe facilitare il rapporto professionale con manager e imprenditori. Condividere alcuni aspetti di sé con una donna può essere più facile e senza quel senso di competitività che a volte può insorgere tra due uomini. E invece.. mai che mi sia stato manifestato un minimo di interesse, un approccio meno che corretto, un tastare qualcosa di diverso dal terreno degli affari.. Che squallore, che depressione, mi creda! E pensare che io sarei disposta ad allenare anche all'indispensabile esercizio della mano morta su curva altrui in qualsiasi momento!" E con un sospiro che cela passioni e frustrazioni tenute (dopo anni di coaching) a lungo sotto controllo, la dott.ssa  Aglaja Quattrosaltinpalestra si congeda con un'ammonizione: "Tutti dovrebbero portare con sé un Personal Coach: è discreto (anche in "quei giorni" non si nota), non sporca (la fedina penale) ed così è comodo che lo si può prendere anche in tram!"


Home

 

 

 

 

Hit counters