Lezioni di linguistica
di Aglaja
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Volumi e legumi ovvero "Intolleranza linguistica, alimentare o..?" di Efisia Scazzacassi
Professoressa Efisia Scazzacassi, docente alla Scuola Radio Edipo Cuneo DIRQuante volte avrete usato o sentito usare l' espressione: "Capita proprio a fagiolo!". Vi siete mai soffermati sul significato e l'origine di questo modo di dire? Perchè, tra tanti legumi, è stato scelto proprio il fagiolo? Perchè operare una sorta di discriminazione semantica verso gli altri legumi? Piselli, lenticchie, fave.. non capitano mai: a cosa è dovuta tale omissione? E' un'intolleranza linguistica, alimentare o c'è dell'altro? Vediamo di venire a capo di tale assillante questione con l'ausilio di uno dei più autorevoli dizionari etimologici, il vetusto e carco di gloria Pianigiani (http://www.etimo.it)
Dunque il fagiolo avrebbe la stessa origine etimologica della lenticchia e della fava. E allora perchè non si fanno capitare questi ultimi ? Il Pianigiani ancora ci soccorre:
Balza agli occhi la connessione con LENTUS, lento. Andiamo allora a verificare l'etimologia di tale aggettivo.
Ma, tra i legumi scartati, un altro reclama la nostra attenzione: il pisello. Come mai la sua esclusione? Cosa ci suggerisce l'etimologia al proposito?
In questo nostro viaggio etimologico non abbiamo certo dimenticato la fava, altra grande esclusa dal "capitare" ma presente in altri curiosi detti, come il Pianigiani non manca di ricordarci.
Al termine di questo excursus, possiamo trarre le seguenti conclusioni: se deve capitarci qualcosa è meglio che non sia molle o troppo sottile, che non abbia bisogno di sostegno, che sia ben teso e che non ci ricordi un morto. E infine, le fave italiane (=fagioli) lo fanno meglio. Efisia Scazzacassi
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