Grafologia

di Aglaja

 

I segreti della personalità rivelati dall'analisi della scrittura.

Grafologia: una scienza esatta, che non sbaglia mai.

Ma proprio mai!

Dott.ssa Talora Ciprendo, esperta in analisi grafologica applicata

 

Questa settimana la nostra scienza viene messa alla prova  dai sogni e le ambizioni, le speranze e gli scoramenti, i dubbi e le incertezze di tre lettori che desiderano ricavare, dall'analisi delle loro grafie, l'input giusto che dia una svolta alle loro carriere o alla loro vita.
Cominciamo con la prima missiva.

Il Signor Arthur Miller è nato in una famiglia ebrea benestante a New York. Suo padre, Isidore, che produceva e vendeva abiti da donna, è caduto in rovina. Sua madre è una  casalinga disperata. Arthur è un buon atleta ma uno studente mediocre, eppure si interessa di giornalismo e teatro. Egli ci chiede se, nella sua grafia, appaia qualche segno che confermi di essere portato alla scrittura. La firma di Arthur appare sbiadita e semicancellata nelle iniziali, quasi che inconsciamente alcuni incidenti di penna ne minassero la scorrevolezza e la continuità. Già questo è indice di una strada tortuosa da percorrere, con molte tappe e alcune brusche fermate. La grafia della lettera è nel complesso disordinata, con continui saliscendi che confermano un approccio al proprio percorso di vita e di lavoro mai lineare. Tali caratteristiche, caro Arthur, mi spingono a sconsigliarti di intraprendere la via delle lettere e a suggerirti, invece, di riprendere l'attività di tuo padre, magari ampliandola con nuovi contatti commerciali. Ecco, le tappe che la tua grafia indica, porebbero essere quelle di una vendita porta a porta: hai mai pensato di fare il commesso viaggiatore? E' una vita brillante che ti consentirebbe di conoscere molta gente interessante: chissà che tu non possa incontrare anche una brava e timida ragazza che possa vivere al tuo fianco, nella serenità di una vita tranquilla e modesta.

Saluti,

Dott.ssa Talora Ciprendo





Il Signor George Gershwin, è il secondo di quattro figli di una famiglia ebrea di origine russa che vive a Brooklyn. Ha cominciato a interessarsi alla musica all'età di dieci anni, quando ha cominciato a suonare, senza metodo, il pianoforte del fratello maggiore Ira. George però è attratto dall'arte in genere  e ancora non gli è chiara la strada da intraprendere. Nella firma del giovane George, possiamo osservare come le maiuscole iniziali del nome e del cognome non avanzino al di sotto delle linea guida della firma stessa, anzi, il gancio inferiore delle due "G" si allaccia alle "e" seguenti quasi a formare un'unico grafema. La parte superiore delle stesse iniziali, sovrasta in altezza le altre lettere, compresa la parte ascendente della "h" del cognome. Tale qualità è di solito intrinseca alla grafia di uno scrittore, più che di un musicista. Ancora le ultime lettere del cognome appaiono rimpicciolite in una sorta di appiattimento imprevisto, quasi un mutare di avviso repentino. Proprio quest'ultima caratteristica sembra indicare, caro George, un cambiamento clamoroso della tua vita. Probabilmente tuo fratello Ira è più portato di te per la musica: restituiscigli il pianoforte, dunque, e se proprio non vuoi abbandonare il mondo della canzone, puoi sempre scrivere i testi delle sue canzoni. Oppure fai quello che la tua firma suggerisce: pianta lì tutto, Brooklyn, la famiglia, la musica e prova a ricostruirti una vita altrove, chessò, in qualche capitale europea, dove le occasioni di lavoro non mancano mai. Per esempio, so che mia cugina Audette sta cercando un ragazzo di bottega per la sua boulangerie poco distante da Place Vendôme: perché non la contatti? Chissà che per un americano a Parigi non si preparino nuove opportunità! 

Saluti,

Dott.ssa Talora Ciprendo




Joseph Frank Keaton, soprannominato "Buster" (capitombolo) da un amico di famiglia, un certo Mago Houdini (il solito venditore di terni al lotto, probabilmente), è  un giovane che adduce sintomi di grave depressione e difficoltà a manifestare i propri sentimenti. Mi chiede dunque  se l'analisi della sua grafia prospetta un qualche spiraglio a questa sua presunta oscurità caratteriale.  Caro Joseph (che stupido soprannome, Buster: mi auguro che nessuno ti chiami mai davvero in questo modo!), non hai nulla da temere: la tua grafia ha una caratteristica molto incoraggiante, è rivolta verso destra con una inclinazione ascendente davvero inconsueta, sintomo di ottimismo ed apertura alla vita. La regolarità della misura nelle lettere indica una metodica non comune che, applicata al lavoro, ti darà tranquillità foriera di serenità. Le iniziali maiuscole sono poi elaborate con svolazzi che rivelano un'indole sorridente e spensierata. Sorridi, dunque, caro Joseph, e vedrai che il tuo sorriso aperto sarà il segno che ti contaddistinguerà nella vita. 

Saluti,

Dott.ssa Talora Ciprendo

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