La posta del cuore

a cura di Donna Aglaja Mestizia

 

 

Miei cari lettori, mi scrive la signora Orietta B. da Cavriago (Reggio Emilia):

Cara Donna Mestizia,

Un sogno orribile e misterioso mi perseguita. Mi trovo al luna park, e mi vedo riflessa in uno specchio che mi mostra splendida, snella, con lunghe gambe affusolate e i fianchi stretti e flessuosi. Solo dopo qualche istante mi rendo conto di essere di fronte ad uno specchio deformante e che sono sempre la solita chiattona.

Mi fisso con occhi sbarrati ed inizio a monologare, cantilenando, rivolgendomi a qualcuno che non c'è:

Quando tu mi venivi a cercare,
ti aprivo la porta.
Mi dicevi 'se sei contenta ti porto in città'.
Ogni volta ti ho detto di sì e venivo a ballare con te;
mi ricordo che allora l'orchestra suonava così...

Tipitipitipitì dove vai,
Tipitipitipitì cosa fai,
Tipitipitipitì come mai
sei innamorata di lui.

E c'era l'uomo dell'organino
che ci dava un biglietto blu,
c'era scritto 'ti vuole bene'
ma non era la verità.

Tipitipitipitì dove vai,
Tipitipitipitì con chi sei,
Tipitipitipitì come mai
lui questa sera non c'è.

Come mai questa sera, maestro,
tu sbagli le note.
Con la gente che c'è
ma perchè, ma perchè guardi me.
Oramai l'hai capito anche tu
che l'amore per me non c'è più,
ma vorrei che l'orchestra suonasse per sempre così...

Tipitipitipitì cosa fai,
Tipitipitipitì dove vai,
Tipitipitipitì come mai
sei innamorata di lui.

E c'era l'uomo dell'organino
che ci dava un biglietto blu,
c'era scritto 'ti vuole bene'
ma non era la verità.

Tipitipitipitì dove vai,
Tipitipitipitì cosa fai,
Tipitipitipitì come mai
tu stai piangendo con me”

Al termine mi risveglio tutta sudata, e mio marito mi chiede se ho già preparato il battuto di cipolla per il ragù.

Cara Donna Mestizia, puoi aiutarmi a comprendere il significato di quest'incubo che tanto mi inquieta?

Tua

Orietta B. 

Cara Orietta B.,

Il tuo sogno rivela uno stato d'ansia e d'angoscia che merita di essere analizzato.

Svisceriamo dunque i vari momenti dell'incubo:

Mi trovo al luna park, e mi vedo riflessa in uno specchio che mi mostra splendida, snella, con lunghe gambe affusolate e i fianchi stretti e flessuosi. Solo dopo qualche istante mi rendo conto di essere di fronte ad uno specchio deformante e che sono sempre la solita chiattona.

E'chiaro come l'incipit sveli subito uno stato di disagio: tu non ti senti bene nel tuo corpo. Immagino tu beva litri e litri di acqua nel tentativo di pulirti dentro per essere bella fuori, con l'unico risultato di correre più volte al bagno anche nei momenti meno opportuni. Ti vedo anche mentre sbrani una barretta ipocalorica come antipasto, non avendo capito che essa è sostitutiva dell'amatriciana al doppio guanciale che stai per ingollare. Riesco persino a vederti mentre decidi di tagliarti i capelli il giorno prima della settimanale salita sulla bilancia del bagno, per decurtare quei fondamentali dieci grammi dal tragico peso complessivo.

Mi fisso con occhi sbarrati ed inizio a monologare, cantilenando, rivolgendomi a qualcuno che non c'è

Bastano queste due righe per andare al cuore del problema: la tua solitudine. Monologhi perchè non dialoghi. Chi non c'è? La collega con cui dividi i maritozzi alla crema della pasticceria dietro l'angolo? Il salumaio che ti tiene da parte la mortadella migliore? Il cane che fai scorazzare in un tentativo inutile di footing salutista e che ti vede stramazzare sulla panchina di fronte alla focacceria “L'antro del peccato”, capolinea della corsa e dei tuoi buoni propositi ?

Forse il resto del sogno potrà aiutarci a capire.

Quando tu mi venivi a cercare,
ti aprivo la porta.
Mi dicevi 'se sei contenta ti porto in città'.
Ogni volta ti ho di sì e venivo a ballare con te;
mi ricordo che allora l'orchestra suonava così...

Mmmh.. Qualcuno ti veniva a cercare.. non parrebbe l'ufficiale giudiziario o l'esattore del gas.. ma perchè doveva portarti in città se eri contenta? Se fossi stata depressa dove ti avrebbe portata? Alla pesa pubblica? Al mercato del pesce?

Tipitipitipitì dove vai,
Tipitipitipitì cosa fai,
Tipitipitipitì come mai
sei innamorata di lui.

Tipitipitipitì? Che strano nome! E' di origine atzeca? Ma che ci atzeca? E chi è quel ficcanaso inopportuno che rivolge tutte quelle domande con tono incalzante e francamente fastidioso? E poi: sei innamorata di lui! Come si permette? E di chi, tra l'altro? Dell'atzeco Tipitipitipitì?

E c'era l'uomo dell'organino
che ci dava un biglietto blu,
c'era scritto 'ti vuole bene'
ma non era la verità.

Ecco invece un altro passaggio solo in apparenza oscuro. Credo che il tuo inconscio voglia parlarti attraverso chiari simboli che puoi facilmente decifrare: un uomo con un organo piccolo piccolo, che ha un biglietto (una pillolina?) blu. Millanta di volerti bene, ma lo stato dei fatti lo smentisce. Orietta: solo tu puoi sapere di chi si tratta!

Tipitipitipitì dove vai,
Tipitipitipitì con chi sei,
Tipitipitipitì come mai
lui questa sera non c'è.

Riecco l'atzeco e il ficcanaso! Come mai Tipitipitipitì non è venuto? Doveva fare un scarificio umano?

Come mai questa sera, maestro,
tu sbagli le note.

Orietta, scusa, il bon ton aborre questa indelicatezza che debbo riscontrare nella tua domanda. E' davvero inopportuno far rilevare gli errori altrui :-/

Con la gente che c'è
ma perchè, ma perchè guardi me.

Il tuo solito complesso di persecuzione! Comunque, Donna Mestizia ti consiglia, data la taglia extra large che sballonzola intorno alle tue natiche, di evitare i vestiti a fiorami modello mongolfiera in primavera, le calze a rete effetto mortadella, i golfini strizzati della serie “ti schizzan di fuori”: sicuramente passerai più inosservata.

Oramai l'hai capito anche tu
che l'amore per me non c'è più,

Però! Davvero un acuto osservatore, questo direttore d'orchestra! Secondo me gli è bastato considerare il tuo look.

ma vorrei che l'orchestra suonasse per sempre così...

Ma come! Prima gli dici che sbaglia le note e poi vorresti che l'orchestra suonasse per sempre così? Sei davvero maligna, Orietta, lasciatelo dire!

Tipitipitipitì cosa fai,
Tipitipitipitì dove vai,
Tipitipitipitì come mai
sei innamorata di lui.

E c'era l'uomo dell'organino
che ci dava un biglietto blu,
c'era scritto 'ti vuole bene'
ma non era la verità.

Ritornano ossessive le precedenti parole (noto, tuttavia, che nonostante il “biglietto” blu, all'uomo è rimasto l'organino..)

Tipitipitipitì dove vai,
Tipitipitipitì cosa fai,
Tipitipitipitì come mai
tu stai piangendo con me

Orietta, chi sta piangendo con te? L'atzeco Tipitipitipitì perchè non è venuto? L'uomo dell'organino (sarà mica Tipitipitipitì?) ? Il direttore d'orchestra che sbaglia le note?

Al termine mi risveglio tutta sudata, e mio marito mi chiede se ho già preparato il battuto di cipolla per il ragù.

Adesso tutto è chiaro: è tuo marito che piange! L'odore di cipolla che emani gli ha irritato il condotto lacrimale e fors'anco i succhi gastrici.

In definitiva, cara Orietta B., il tuo incubo segnala che è ora di mettersi a dieta, cambiare look e usare un buon deodorante. Vedrai che presto, al posto dell'uomo con l'organino, sognerai l'uomo col clarinetto.

Son colei che tutti vizia, son la tua

Donna Mestizia


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