La posta del cuore

a cura di Donna Aglaja Mestizia

 

 

 

Miei cari lettori, mi scrive il signor Giosuč C. da Valdicastello

Cara Donna Mestizia, 
sono un uomo impulsivo eppure meditativo, intellettuale eppure mondano, burbero  eppure romantico, ardente eppure sconfortato, istintivo eppure razionale, civilmente focoso eppure laicamente mistico, politicamente esuberante eppure storicamente disilluso: insomma, trascorro tra mille contraddizioni una vita che mi porta ora allo zenit ora al nadir. 
Questa premessa per dirti come in questi giorni stia attraversando un periodo oscuro che pare travolgere in una melma infida ogni ideale, ogni passione. 
Per esempio, oggi sono
Presso una certosa e

Da quel verde, mestamente pertinace tra le foglie
Gialle e rosse de l'acacia, senza vento una si toglie:
E con fremito leggero
Par che passi un'anima.
Velo argenteo par la nebbia su 'I ruscello che gorgoglia,
Tra la nebbia nel ruscello cade a perdersi la foglia.
Che sospira il cimitero,
Da' cipressi, fievole?
Improvviso rompe il sole sopra l'umido mattino,
Navigando tra le bianche nubi l'aere azzurrino :
Si rallegra il bosco austero
Gią del verno prčsago.
A me, prima che l'inverno stringa pur l'anima mia
Il tuo riso, o sacra luce, o divina poesia!
Il tuo canto, o padre Omero,'
Pria che l'ombra avvolgami!


Questi sono i pensieri che mi attraversano, Donna Mestizia. Dunque solo la Poesia salverą il mondo, darą speranza a questa civilitą decadente? Qual destino si prepara per l'anima mia, prossima ormai ad un Nulla senza tempo?

 

Tuo inquieto 
Giosuč C.

§§§

Caro Giosuč C.,

La tua inquietudine č davvero motivata. La descrizione che dai di te stesso č,  peraltro, prossima alla patologia schizoide di mio zio Gustavo, che da anni si avvale dell'assistenza della Clinica psichiatrica Quis'insana.

Mi scrivi: 

Da quel verde, mestamente pertinace tra le foglie
Gialle e rosse de l'acacia, senza vento una si toglie:


Spiegami, Giosuč: č un'alata metafora politica? Mi stai descrivendo l'ostinazione di un leghista che, mestamente, si toglie dalla sgradita compagnia di un neo-futurista finiano (con ittero da fegato consumato) e da quella di un vetero komunista?


E con fremito leggero
Par che passi un'anima. 


L'anima padana, intendi? Se sģ, pił che un "fremito leggero", lo definirei "scossa tellurica"


Velo argenteo par la nebbia su 'I ruscello che gorgoglia,
Tra la nebbia nel ruscello cade a perdersi la foglia.


Ma certo!
L'alata metafora prosegue con il leghista che torna alla sorgente del dio Po!

Che sospira il cimitero,
Da' cipressi, fievole? 


Mah.. non saprei.. La fine della legislatura, forse? 


Improvviso rompe il sole sopra l'umido mattino,

Il sole rompe? Ma non rideva, nella prima repubblica?


Navigando tra le bianche nubi l'aere azzurrino :
Si rallegra il bosco austero
Gią del verno prčsago.


Fammi capire: l'azzurra libertą č minacciata da un inverno (elettorale) incombente, mentre un bosco austero (il giardino del Quirinale?) se ne rallegra? 


A me, prima che l'inverno stringa pur l'anima mia
Il tuo riso, o sacra luce, o divina poesia! 


Capisco: temi di crepare prima di arrivare alla sentenza definitiva di certi processi , sentenza che, alle tue orecchie, parrebbe divina poesia.

Il tuo canto, o padre Omero,
Pria che l'ombra avvolgami!


Eh sģ, aspetta aspetta, stai vivendo una vera Odissea e temi di morire prima che Ulisse scacci i Proci (o Porci, non ricordo bene..) da Itaca.


Caro Giosuč, come vedi la tua salute mentale č seriamente minacciata da un ossessivo interesse per la politica. Cerca di distrarti, rilassati, guardati qualcosa di leggero e scacciapensieri (alle 20, ogni sera, su Rai1, c'č un'amena trasmissione che puņ distoglierti dai brutti pensieri, mi pare si chiami Tiggiuno). E poi, segui il mio consiglio, evita la Certosa: se č il Bel Paese che desideri, ti rimarrą sempre sullo stomaco.

Son colei che tutti vizia, son la tua

Donna Mestizia

P.S. Consolati: nella melma ci stiamo un po' tutti.

Aglaja

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