La posta del cuore

a cura di Donna Aglaja Mestizia
Mi scrive il Signor Guido G. da Torino "Cara Donna Mestizia, Ho rivisto il giardino, il giardinetto contiguo, le palme del viale, la cancellata rozza.. Che impressione, Mestizia mia, rivivere quell'esperienza.. Una cocotte! ....... Co-co-tte.... La strana voce parigina dava alla mia fantasia bambina un senso buffo d'uovo e di gallina.......Pensavo deità favoleggiate: i naviganti e l'Isole Felici....Co-co-tte... le fate intese a malefici con cibi e con bevande affatturate...Fate saranno, chi sa quali fate, e in chi sa quali tenebrosi offici! Il mio sogno è nutrito d'abbandono, di rimpianto. Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state... Da allora mi tormento, e non ho in mente che la cocotte. Puoi aiutarmi a realizzare il mio sogno?" Tuo Guido G.
Caro Guido G., E' chiaro che tu hai rivisto la famosa trattoria "Da Gina la parigina, specialità ova e gallina" uno dei locali più ruspanti nei favolosi anni '60, una delle mete più ambite della Dolce Vita torinese (imperdibile il Gianduiotto Flambè, dessert straordinario ove il cioccolatte si fondeva nel calore d'un barbera incendiato dall'alito di Gina). Ma bando ai ricordi! Voglio arrecare conforto al tuo stomaco affamato di rimpianti (ho colto, sai, il riferimento al rosolio che, bambino, ti venne negato) e svelarti, finalmente, il segreto della cocotte.
COTTURA IN COCOTTE
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