La posta del cuore

a cura di Donna Aglaja Mestizia
Miei cari lettori, mi scrive il signor Pietro M. da Roma O donna Mestizia, che dando consiglio all'umana tristizia riallieti
il cipiglio, vorrei sottoporti il mio caso. Faccio continui sogni ad
occhi aperti: Caro Pietro, Le tue ariette son perfette per le menti rallegrare, mentre inver le mie risposte saran toste ma di scarsa venustà. Ma veniamo al tuo problema che ha per tema il tuo languido sognare: dove porta il dolce oblio, turbinio di sospiri e "bla-bla-bla"? I contatti tuoi sociali, come tali, sono gatte da pelare: è davvero imbarazzante, e seccante, come il pepe nei babà, questo struggersi amoroso, disioso, che non sa pace trovare. Vuoi da me la soluzione. La questione in questo sta: se l'oggetto del tuo bene a Fregene o ad Ancona deve stare - od in altro loco ameno, dove 'l treno nun ce sta -, non vi resta che abbonarvi, videotelefoninarvi, con bolletta da pascià. Quando
poi 'l portafoglio, con cordoglio, nella tasca riporrai, sono
certa che 'l bollore, dentro 'l cuore, non più intenso
sentirai. Son colei che tutti vizia, son la tua Donna Mestizia
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