La posta del cuore

a cura di Donna Aglaja Mestizia
Miei cari lettori, mi scrive il signor Giovanni P. da Castelvecchio Cara Donna Mestizia, ho un grosso problema che non mi dà requie. Non trovo, appunto, requie. Non riesco a riposarmi, a distendermi, a rilassarmi, sì, insomma: non riesco a dormire. Soffro di una dannata insonnia che mi logora i nervi, mi rende nervoso e intrattabile, mi investe di pensieri orrendi, impulsi segreti e mi spinge a vagare come un disperato nelle lunghe notti senza sonno. Talora, addirittura, mi ritrovo a vagare sulle alture del mio paese, in preda alle mie più oscure ossessioni: e s'aprono i fiori notturni,
Cara Donna Mestizia, come posso raggiungere anch'io la felicità che solo il riposo concede? Come posso trascorrere, finalmente una notte tranquilla? Aiutami tu, se puoi. Tuo Giovanni P.
Caro Giovanni P., Il tuo problema appare davvero grave e con risvolti comportamentali davvero inquietanti. Le tue parole rivelano, infatti, un lato oscuro della tua personalità. Mi scrivi: e s'aprono i fiori notturni, nell'ora che penso a' miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari. Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia. Hai l'abitudine di fare passeggiate notturne in camporella, ma con la mente rivolta ai tuoi cari: temi ti scoprano? Ti descrivi acquattato tra i cespugli a osservare farfalle notturne: sei certo non siano, ehm, "lucciole"? Quei gridi che poi si tacciono, non saranno mica quelli dei loro clienti? E poi, andiamo, quanti calici ti sei bevuto per riuscire a sentire una casa che bisbiglia? Sotto l'ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. : qui è evidente l'invidia per il sonno che per te mai non arriva e che ti porta a coinvolgerti in situazioni, ehm, particolari. Intanto continui ad inciuccarti di freisa ( Dai calici aperti si esala l'odore di fragole rosse ). E mentre sei in preda ai fumi dell'alcol, ecco che qualcosa attira la tua attenzione: Splende un lume là nella sala. Dunque ora stai spiando dalla fossa erbosa dove ti sei nascosto (Nasce l'erba sopra le fosse) dentro la casa che bisbiglia! Nonostante ti tormentino gli insetti (Un'ape tardiva sussurra trovando già prese le celle) e il pensiero di poterti beccare l'aviaria ( La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolìo di stelle ) non è cancellato neppure da tutto il vino che hai ingurgitato e che lascia segni tangibili intorno a te ( Per tutta la notte s'esala l'odore che passa col vento), continui a spiare cosa accade dentro la casa (Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s'è spento...). E
rimani fino all'alba a fantasticare morbosamente su quanto hai visto
(E' l'alba: si chiudono i
petali Giovanni, insomma, se vuoi dormire, evita di fare il guardone, di ubriacarti e di girare nelle notti umide: fatti una camomilla corretta al bromuro e vedrai che riposerai meravigliosamente. Son colei che tutti vizia, son la tua Donna Mestizia
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